Social media per enti benefici e no profit USA [statistiche]
Posted By Nicola ~ 28th novembre 2011
Il contesto USA è sempre un ottimo benchmark per tutte le tendenze e i fenomeni online: su questo articolo di Masternewmedia si analizza il report creato dall’indagine di Nora Barnes in collaborazione col Center for Marketing Research dell’Università del Dartmouth, Massachusetts.
Il focus dello studio era l’adozione di strumenti social da parte di enti benefici e no profit.
Suggerisco di sfogliare tutto l’articolo coi dati e i grafici proposti: per chi fosse invece interessato direttamente alle conclusioni eccole
a) Per la prima volta da quattro anni, ogni ente benefico che abbia risposto al sondaggio ha fatto menzione di usare almeno un tipo di social media.
b) Quasi tutte gli enti presi in considerazione sono presenti su Facebook, hanno un blog e molti sono già presenti in maniera costante su Twitter.
b) Questo recente studio dimostra come i social media siano diventati una parte strategicamente molto importante della strategia comunicativa dei maggiori enti di beneficenza degli Stati Uniti.
c) Gli enti benefici più grossi continuano a superare le aziende ed anche le istituzioni accademiche per ciò che concerne la familiarità, l’utilizzo ed il monitoraggio dei social media.
d) Gli enti benefici e le organizzazioni non-profit rappresentano un modello da imitare perché hanno davvero abbracciato i social media come nessun’altro settore
Social media per noprofit
Posted By Nicola ~ 27th novembre 2011
Riprendo un articolo apparso qualche tempo fa su SocialMediaExaminer, titolo: 10 Ways Non-Profits Can Benefit From Social Media
Una buona carrellata sulle possibilità social offerte dalla Rete e soprattutto una serie di utili spunti.
1) “Evangelizzare” creando una presentazione interattiva: possiamo cimentarci con Power Point o analoghi oppure il citato SlideRocket
Al di là dello strumento il concetto è quello di mostrare cosa facciamo nel modo più coinvolgente possibile
2) Organizziamo la nostra presenza sui social network: un buon CRM. Magari non tutti ne hanno l’esigenza o le competenze ma non sottovalutate le potenzialità di una gestione precisa dei vostri contatti
3) Video: sappiamo benissimo quanto un video parli più efficamente di qualsiasi testo. YouTube ci aspetta, anche con canali e soluzioni dedicate al noprofit
4) Conoscere meglio i nostri interlocutori: che siano volontari, partner, donatori poco cambia, una miglior conoscenza implica un rapporto di qualità superiore. Come fare? Creare questionari e sondaggi online: per comodità Google Docs potrebbe la strada più breve.
5) Foto: discorso analogo ai video, per condividere le immagini di cosa facciamo una carrellata di foto brilla in chiarezza e trasparenza. Smartphone alla mano possiamo utilizzare sistemi di sharing online: Flickr o Picasa tanto per citare i più comuni.
Nell’articolo citato troverete altri consigli più mirati su alcuni tool disponibili online: date un’occhiata.
Noterete così che molti servizi offrono prezzi agevolati per realtà no profit: una sensibilità più che dovuta.
Tumblr per noprofit: 5 esempi
Posted By Nicola ~ 21st ottobre 2011
Tumblr: non è diventato famoso quanto il blog ma si è ritagliato comunque un’interessante fetta di utenti e aficionados.
Col blog ha vari aspetti in comune: la struttura a diario, i post, un’ elevata possibilità di condivisione. Con un elemento in più: la semplicità estrema.
nessun fronzolo, nessun “più”. bella invenzione il tumblr.
E su Mashable si raccolgono spunti per il no profit: come utilizzare al meglio il tumblr per veicolare contenuti. Qui il link e riassumendo:
- incuriosire chi ancora non ti conosce (o non si sente interessato)
- mostrare personalità e mordente
- potere del visual: un’immagine vale molto più di mille parole
- mostra i tuoi risultati e il tuo successo: anche qui potere alle immagini
- raccontare storie con video: coinvolgono e incuriosiscono
Noprofit e social media
Posted By Nicola ~ 17th ottobre 2011
Un’ infographic dedicata al rapporto tra no profit e social media

Mediacause
Posted By Nicola ~ 17th agosto 2011
Quando i SEO possono cambiare il mondo.
Slogan a parte, se il vostro cuore batte per il bene date un’occhiata.
Scoperto grazie a Linkedin, Mediacause (link) è una piattaforma crowdsourcing per rispondere alle esigenze online delle realtà no profit/NGO.
La visibilità online, una comunicazione efficace, l’utilizzo degli strumenti seo e social per raggiungere i propri obiettivi: anche le realtà di volontariato ne hanno bisogno, spesso anche più dei soggetti business.
Purtroppo questa percezione non è ancora così diffusa e si ignora/sottovaluta quanto il Web può concretamente fare per il no profit.
Ma Mediacause è un ottimo punto di partenza. Per chi ha skill e voglia di fare si scelgono i settori più vicini al proprio sentire, ci si registra e a quel punto è possibile sfogliare l’elenco di “sfide” che aspettano di essere realizzate.
Si passa da audit ad analisi di campagne PPC, ottimizzazioni e tutta la casistica che potete immaginare.
Come on, rimbocchiamoci le mani e la tastiera
ps: no in Italia una cosa del genere manca ancora. Se c’è e mi sbaglio: ottimo (ma fatemelo sapere).
Se invece purtroppo avessi ragione: pensiamo a fare qualcosa di simile? Pareri about?
Strategy of giving: fare business col gratis
Posted By Nicola ~ 12th agosto 2011
“Strategy of giving (How giving makes good business)” è un delizioso ebook di Miikka Leinonen sulle potenzialità del dare “gratuito” e non stiamo parlando di filantropia ma di business. Yes: le aziende possono usare il gratis come strategia di crescita.
Argomento peraltro esplorato sontuosamente da Chris Anderson in “Free” e il titolo dice tutto.
Per alcuni (forse tanti, comunque troppi) risulta difficile capire come il “gratis” diventi fonte di guadagno.
Sembra una contraddizione irrisolvibile, eppure no.
Una prima osservazione concreta, vecchia scuola: se doni qualcosa il ricevente si sentirà in “debito” con te.
Debito può suonare male, immaginiamolo come “voglia di contraccambiare”
Il meccanismo parte da qui e si sviluppa su percorsi ancora più interessanti: andiamo subito alle conclusioni di Leinonen, anzi alle “five ways to use giving”. Ce n’è una che mi ha colpito a fondo: “creating a revolution“. Espressione ad effetto no? Stupire prospect e competitor muovendo il mercato, proporre gratis qualcosa in modo innovativo, sparigliare i valori in campo.
Mi piace molto.
Ora chiedete: i ricavi dove stanno? ma soprattutto ci sono?
SI e SI: il “free” crea un contesto e un rapportarsi diverso (=migliore) con gli stakeholder.
Ai tempi di Internet è una delle strade più interessanti da percorrere: investire sul gratis significa investire su un rapporto e non sulla singola vendita.
Il ragionamento è su un orizzonte più ampio, ricco e fertile.
Leggete e poi fatemi sapere la vostra opinione.
Dichiarazione d’intenti
Posted By Nicola ~ 7th luglio 2011
Avevo il timore che questo blog potesse diventare come molti altri dedicati al web marketing: banali pappagalli pronti a far rimbalzare le notizie pescate altrove, boccheggiando nella ricerca dello scoop o dei segreti svelati.
Lasciam perdere: il Web ha già abbastanza spam addosso.
In fondo Ingaggio l’ho pensato per la mia attività di web strategist e onestamente mi son chiesto cosa potesse aggiungere o togliere.
Claro, nulla. Siamo realisti. è il mio giocattolino. ma anche i giocattoli hanno un senso no?
Ecco, alla fine ho trovato un argomento che sarà d’imprinting e sazia le mie aspettative.
E tu ingaggi?
Posted By Nicola ~ 4th maggio 2011
Tecnicamente tutti ingaggiano per vendere, fare business, lavorare tout court.
La questione è ingaggiare con il pubblico giusto al momento giusto: e questo è il bello del mio lavoro.
Chiedere una strategia web è voler capire cosa fare (e come) per raggiungere il consumatore ideale: ammesso che esista.
In ogni caso significa trovare i luoghi (virtuali) e i modi per un incontro efficace. Ove possibile crearli.
Il web marketing, in sostanza
Posted By Nicola ~ 8th aprile 2011
Amo i concetti brevi e chiari: vi dico cosa definisco come “web marketing”.
Il percorso che porta la tua attività ad entrare in contatto col potenziale cliente per farlo diventare cliente reale.
Ed essendo “web” tutto il percorso si snoda (prettamente) online
Il senso è tutto qua: c’è una varietà di strumenti e tecniche, step concatenati, concetti e pilastri fondamentali, ma il fulcro sta comunque qui.

